Il bosco minacciava vendetta.

Scuri e cupi, gli alberi erano mossi dal suo stesso livore
al punto che arrivò a sentirne la rabbia e il giudizio,
da dietro la finestra.

Era passato del tempo. Anni, poi decenni, poi secoli.
Grandi e meravigliosi progetti, sviluppo, progresso.
Fabbriche e cantieri navali, ponti e guerre.
Così come era sorto, l’Impero cadde
tra vite bruciate e foreste abbattute.

Ormai di quella grande epoca in cui si erano amati
non restavano che macerie, pozzi ciechi e città sconfinate.
Tutto era stato utilizzato, piegato, estratto.

Guardò di nuovo verso il Monte, poi chiuse gli occhi stanchi,
deciso a non riaprirli mai più.
Infine, d’improvviso, cadde a terra dolcemente,
come una foglia.

Adam Smith era morto.

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Atene, Videoclip. Regia di Emanuele Martorelli

Atene

Chiudi gli occhi mentre l’Occidente tramonta
sarà bellissimo bruciare tutto
e camminare sopra i binari ricoperti di foglie
e ricordare che in fondo era bello anche invecchiare

E ora che non parli mentre sali sulla cima del monte
però i tuoi sogni sono sempre gli stessi
anni lunghi, anni duri, anni spesi a chiedere un segno
i miei poeti erano dei bastardi

L’Europa, la terra, io mi auguro di viaggiare
e di capire le bandiere, prima di bruciarle
E ora che i briganti sono in viaggio alla ricerca del sole
nell’innocenza il lavoro li uccide

E ora che non parli mentre sali sulla testa del ponte
però i tuoi occhi, sono quelli di un tempo
Le torri sedute lungo gli anni in cui non c’eri
e discutevo della resa, coi miei padroni

Gianluca Bernardo, 2012.

Blues N

I fornai nazisti dei Colli Portuensi
vendono pane azzimo lievitato a memoria
hanno luci folgoranti tra i palazzi di mattoni
e SUV tirati a lucido nel box del primo piano

L’assessore alla cultura della Repubblica Sociale
ha progetti straordinari nel cassetto sotto il Duce
finanziare qualche disco, costruire molte case
fare un patto coi cinesi vendergli la pace

E non è tempo di restare per cercare di capire
e neanche tempo per andare, per andare a lavorare
E non è tempo di restare per cercare di capire
e neanche tempo per andare, per andare a lavorare

Hanno aperto un fronte interno e mi sparano alle spalle
certa gente a Roma Est ha le idee un po’ confuse
Capitale e Lavoro si girano un cannone
e fumando fanno “ciao” agli amici giù in Piazzetta

Dietro il Centro di Espulsione c’è un grandioso lungomare
dopo il mare c’era un grande Centro di Espulsione
La Poesia è in ribasso sulla ruota di Berlino
mentre il prezzo del mojito sale altissimo nel cielo

E non è tempo di restare per cercare di capire
e neanche tempo per andare, per andare a lavorare
E non è tempo di restare per cercare di capire
e neanche tempo per andare, per andare a lavorare

Gianluca Bernardo, 2008 – 2011.

I Funerali di Adam Smith

Pochi secondi all’impatto
l’ultimo pezzo del sogno di ieri
era così bello che
quasi mi scordavo di te

vendesi soldi da stampare
vendesi terra oltre il mare
quasi non ricordo più
se ho cominciato io o se sei stata tu

Poi sotto il cielo del disastro
un uomo libero non può fallire
e invece piango spesso anch’io
e il corpo là per terra è proprio il mio

Dentro le tane degli animali
cercavo i calcoli della finanza
però l’amore quello no
batterlo sul prezzo non si può

Piove tra le gambe della valle
Ma non ti conosco più

Ti spoglierò di tutte le foglie
e sul mio letto verrà l’inverno
come ti ho insegnato io
ciò che è stato tuo adesso è mio

Grande svendita di catene
fatte sul fiume Libertà
che più belle non si può
di ferro io ti coprirò

Piove tra le gambe della valle
Ma non ti conosco più

Gianluca Bernardo, 2011.

derwald [at] derwald . it

Friends?

DerWald – Volume2
January 2017

DerWald

Gianluca Bernardo
Claudio Mancini
Davide Garbini

Atene

Ludovico Takeshi: cello
Riccardo Toni: drums

Blues N

Eleonora Cugini: zeitgeist

I funerali di Adam Smith

Fabio Mancini: violin
Alessio Corasaniti: guru
Gabriele Petrella: drums&suggestions

Atene (Video)

Emanuele Martorelli

Press

Elisa Fantinel

Mix

Simone Numat Tempesta @Impronte Records

Mastering

Claudio and Flavio Zampa @Impronte Records

Artwork

donostia.it
Thomas Cole – The Course of Empire (Destruction) – 1836